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Corso intensivo di aggiornamento e preparazione professionale in Diritto Amministrativo Militare UniBo

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Le problematiche del trasferimento di sede sono comuni a molti operatori delle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria) e militare (Carabinieri e Guardia di Finanza) oltre che ai militari dell'Esercito, della Marina e Aeronautica Militare.

Il trasferimento di sede è storicamente un argomento abbastanza complesso. È noto, infatti, che le assegnazioni dei militari nei reparti d’Italia non seguano affatto le desiderata degli istanti, anzi, sono molti i casi di militari che vengono assegnati in sedi molto lontane dalle loro effettive residenze. Grazie alla consolidata esperienza dello studio legale Marro nello specifico settore molti militari hanno trovato soluzione alle loro problematiche sia attraverso interventi diretti (giudiziali e non) ma anche attraverso opportune consulenze che hanno illustrato i tratti salienti delle diverse possibilità offerte dall'ordinamento cercando di individuare insieme al militare la soluzione più idonea alla specifica esigenza.

 

TIPOLOGIE

Sono diverse le tipologie di trasferimenti che possono essere richiesti e concessi agli appartenenti alle Forze Armate e alla Polizia di Stato:

  • Trasferimento d’autorità, in particolare trasferimenti per incompatibilità ambientale;
  • Trasferimento ex art. 42-bis del d.lgs. 151/2001 per l’avvicinamento al coniuge presso il quale risiede il figlio di età inferiore a 3 anni;
  • Trasferimento ex art. 33, comma 5 della l. 104/1992 per l’assistenza a persone affette da grave disabilità;
  • Trasferimento ex art. 78, comma 6, del TU enti locali (D.lgs. 267/2000) per lo svolgimento delle funzioni elettorali affidategli.

 

BENEFICIARI

  • Trasferimento d’autorità: Il personale delle Forze di polizia e delle Forze Armate l'ordine di trasferimento può colpire i soggetti per i motivi più disparati; molto spesso per esigenze di servizio, ma a volte anche per punizione o anche per incompatibilità ambientale.
  • Trasferimento ex art. 42-bis: il personale militare o della Polizia di Stato (ma anche dipendenti civili) che si sia stato assegnato ad una sede di servizio lontana dal luogo di residenza dell’altro coniuge e dal figlio di età inferiore a 3 anni, per cui non è possibile una frequenza sufficiente per la crescita del figlio.
  • 33, comma 5: il personale militare o della Polizia di Stato (ma anche dipendenti civili) che si trovi a dover assistere un familiare affetto da patologie disabilitanti ad una distanza tale da non poter effettuare tale assistenza senza essere trasferito.
  • 78, comma 6:il personale militare o della Polizia di Stato (ma anche dipendenti civili) che siano stati incaricati di funzioni elettive per il cui espletamento è necessario il trasferimento a causa della lontananza dal luogo in cui presta servizio e della frequenza con la quale devono essere svolte le funzioni elettive.

 

FINALITÀ

  • Nel primo caso con il trasferimento l’Amministrazione mira a ristabilire il corretto funzionamento delle funzioni pubbliche sia da parte dell’Amministrazione stessa e sia da parte dello stesso soggetto trasferito che per varie ragioni possa trovarsi a dover lavorare in un ambiente non sereno e non proficuo. Nel caso in cui si tratti di trasferimento d’autorità questo deve essere dettato da esigenze riorganizzative che l’Amministrazione intende soddisfare trasferendo uno o più dipendenti, salvo che questo non sia dovuto a motivi sanzionatori o punitivi.
  • Nel secondo caso invece il Legislatore ha voluto tutelare le esigenze del figlio minore che costituzionalmente ha diritto ad essere accudito da entrambi i genitori (a condizione che il minore abbia meno di 3 anni al momento della richiesta del trasferimento). Allo stesso tempo però deve essere tutelata anche l’Amministrazione e le sue esigenze organizzative a causa delle quali se il trasferimento dovesse provocare per questa un pregiudizio irreparabile, il trasferimento non potrà essere concesso. Il trasferimento ha comunque carattere temporaneo proprio in ragione del necessario contemperamento delle esigenze rilevanti ed è necessario che l’assegnazione avvenga entro i 3 anni di vita del figlio (da tale momento decorreranno i tre anni di effettiva assegnazione).
  • Nel terzo caso il trasferimento è volto a tutelare il soggetto portatore di handicap grave che necessita di essere asssistito giornalmente.
  • Nell’ultimo caso deve essere garantito al soggetto la possibilità di espletare tutte le funzioni pubbliche elettive che gli sono state date.

 

RIMEDI

In tutte queste ipotesi, in caso di provvedimento di rigetto dell’istanza di trasferimento da parte dell’Amministrazione, è ammesso ricorso al TAR competente nel termine di 60 giorni dalla notifica del provvedimento stesso oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. In alcuni casi, laddove il provvedimento non venga emesso dall'organo di vertice è possibile esperire anche un ricorso gerarchico che però dovrà contenere tutti gli elementi e le motivazioni di un ipotetico ricorso al TAR.

 

COME FARE

Lo studio legale Marro, grazie alla sua pluriennale esperienza nel settore può offrire una valida consulenza ovvero tutela ed assistenza legale in tutta Italia sia per la fase giudiziale che stragiudiziale. Per contattarci invia un messaggio WhatsApp al 3296262350 oppure una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

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