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Ottobre 08, 2019
Corsi Diritto Militare 5022

Apertura Iscrizioni CORSO e SEMINARIO in Diritto Militare presso l'Università di Bologna

La Scuola di Diritto Militare della Obiettivo Conoscenza s.r.l. (Direttore scientifico Prof. Avv. Pierpaolo Rivello) in collaborazione con l'Università degli Studi Alma Mater Studiorum di Bologna sono finalmente lieti di presentare il PRIMO e VERO corso in…

Corso intensivo di aggiornamento e preparazione professionale in Diritto Amministrativo Militare UniBo

Lug 27, 2019 Corsi Diritto Militare 2559
La Scuola di Diritto Militare (Direttore scientifico Prof. Avv. Pierpaolo Rivello), e…

Le Vittorie e gli Approfondimenti più seguiti

Ottobre 20, 2017
Diritto Militare 44096

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Di S. Maiella

Il trasferimento di sede in ambito militare è storicamente un argomento abbastanza complesso. È noto, infatti, che le assegnazioni dei militari nei reparti d’Italia non seguano affatto le desiderata degli istanti, anzi, sono molti i casi di militari che vengono assegnati in sedi molto lontane dalle loro effettive residenze.

DESTINATARI

Il soggetto che può essere sottoposto a questo tipo di trasferimento è esclusivamente il personale militare o della Polizia di Stato. Questo soggetto può essere trasferito qualora si trovi in una situazione di incompatibilità ambientale o qualora l’Amministrazione presenti esigenze di riorganizzazione del personale (trasferimento d’autorità).

FINALITÀ

Con questo tipo di trasferimento l’Amministrazione mira a ristabilire il corretto funzionamento delle funzioni pubbliche sia da parte dell’Amministrazione stessa e sia da parte dello stesso soggetto trasferito che per varie ragioni possa trovarsi a dover lavorare in un ambiente non sereno e non proficuo.

Nel caso in cui si tratti di trasferimento d’autorità questo deve essere dettato da esigenze riorganizzative che l’Amministrazione intende soddisfare trasferendo uno o più dipendenti.

Si tratta pertanto di un ordine che non necessita di per sé di una motivazione particolare sulle ragioni che hanno motivato la sua emanazione. Certo è comunque che l’Amministrazione dovrà esercitare tale potere discrezionale solo qualora sussistano ragioni tali da giustificare una reale riorganizzazione dell'attività amministrativa. Nonostante non vi sia l’onere di specifica motivazione, il giudice amministrativo può comunque sindacare la ragionevolezza e la legittimità del provvedimento, pur non entrando nel merito della decisione, così da non intaccare la discrezionalità amministrativa.

RIMEDI

In caso di provvedimento di trasferimento d’autorità, è ammesso ricorso al TAR competente nel termine di 60 giorni dalla notifica del provvedimento oppure ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

GIURISPRUDENZA

In relazione ai trasferimenti d’autorità, e in particolare ai trasferimenti per incompatibilità ambientale, si è espresso il TAR Napoli, sez, IV, 07/03/2016, n. 1194 affermando che “ove non vi siano, a monte del trasferimento, ragioni discriminatorie o vessatorie o macroscopicamente incongrue od illogiche, data l'ampia discrezionalità dell'amministrazione, prevale l'interesse pubblico che presiede ai provvedimenti di utilizzazione del personale nell'organizzazione delle particolari strutture logistiche, operative e di comando che caratterizzano il complesso funzionamento delle Forze Armate e di Polizia”. Il TAR esprime in modo chiaro e inequivoco che questo tipo di trasferimento non può in alcun modo costituire una punizione/sanzione per il militare.

Inoltre “costituisce misura attraverso la quale si mira a ripristinare le condizioni di sereno e proficuo svolgimento delle attività istituzionali demandate ai dipendenti di un'articolazione periferica della forza armata in questione. Dette condizioni, appunto, di compatibilità ambientale vengono meno in presenza di situazioni […] capaci di compromettere la fiducia reciproca, la leale collaborazione e il complessivo prestigio di cui l'amministrazione deve godere, in uno al corretto ed esemplare rispetto della catena di comando che caratterizza i rapporti della vita militare stessa”. Quindi in sostanza quando il rapporto tra un superiore e un subalterno si trasforma in un “atto di totale sfiducia” a causa del quale l’incompatibilità ambientale è palese e quindi sussistono i presupposti per migliorare le condizioni di operatività dell’ufficio in cui il militare presta servizio.

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