Molto spesso, nell'ambito della gerarchia militare si sente spesso di casi in cui un superiore minaccia un inferiore di grado. Ma in cosa consiste realmente una minaccia? Quali sono realmente gli elementi che configurano il reato sotto il profilo ordinario o militare?

Attraverso questo approfondimento lo studio legale Marro prova a fornire una risposta.

 

La Norma

Il reato militare di minaccia ad un inferiore ex art. 196 comma primo c.p.m.p. si configura allorchè un militare minaccia un danno ingiusto ad un inferiore.

Si tratta di un reato il quale, benchèdotato della medesima struttura dell’omonimo reato comune ex art. 612 c.p., è considerato reato militare poiché previsto e punito da una specifica disposizione del codice penale militare di pace, ed è ritenuto plurilesivo perché oltre che la persona offende anche l'interesse alla coesione e all’ordine delle Forze Armate.

Assoluzione per un militare dell'aeronautica imputato per il reato di "violata consegna da parte di militare di guardia o di servizio aggravata" (artt. 120 e 47 n. 2 c.p.m.p.).

I fatti risalgono al 2017, quando ad un Graduato in servizio armato di guardia in qualità di piantone armato all'ingresso, intraprendeva il servizio senza aver inserito il caricatore da 15 colpi nell'arma in dotazione.

L'Avv. Mariapaola Marro, esperta in diritto militare, nominata difensore di fiducia del Graduato, riusciva a far prosciogliere dall'accusa il militare perchè il fatto non costituiva reato.

La risoluzione positiva

Lo studio legale Marro ha maturato una pluriennale esperienza nell'assistenza e tutela legale del personale militare e delle forze di polizia in tutto il territorio nazionale.

Assistenza svolta nell’ambito del diritto civile, penale (ordinario e militare) ed amministrativo.

Dal mese di Settembre 2018 l'avvocato Mariapaola Marro ha il privilegio e l’onore di essere affiancata nell’analisi di tutte le problematiche rientranti nell’ambito del diritto militare, con particolare riferimento al diritto penale e penale militare, dal Prof. Avv. Pierpaolo Rivello, già Procuratore Generale Militare presso la Corte di Cassazione che, come noto, dal gennaio 2018 svolge stabilmente la professione di avvocato e docente universitario, ordinario di procedura penale.

di S. Maiella

Lo studio legale Marro, nel corso della sua pluriennale esperienza nell'ambito del diritto militare e penale ha affrontato anche il caso di un militare accusato di rivelazione ed utilizzo di segreti d'ufficio, fattispecie contemperata sia nell'ambito del diritto penale ordinario (art. 326 c.p.) che in quello militare (art. 127 c.p.m.p.).

Il segreto è definibile come la situazione corrispondente ad un interesse giuridicamente apprezzabile di un soggetto a che un determinato contenuto di esperienza non sia rivelato a altri. Nel caso di segreto d’ufficio si tratta di tutte quelle informazioni che il pubblico ufficiale possiede in ragione dell’ufficio esercitato.

di S. Maiella

A seguito di diverse richieste circa una querela per omissioni o rifiuto d'atti da parte di pubblici ufficiali è bene fare chiarezza sulla questione. L'art. 328 del codice penale ha subito rilevanti modifiche a seguito della riforma di cui alla legge del 26 aprile 1990. La norma tutela il normale funzionamento della pubblica amministrazione e nel nostro ordinamento sono due le ipotesi di reato: reato di rifiuto di atti d’ufficio (art. 328, c. 1, c.p.)e la fattispecie omissiva (art. 328, c. 2, c.p.). In entrambi i casi è punito il pubblico ufficiale che rifiuta o omette il compimento di atti propri del suo ufficio.