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di M. Marro

IL CASO

Lo studio legale Marro ha affrontato il caso in cui un militare dell'Esercito ha ricevuto un rigetto di assegnazione temporanea ex.art. 42 bis per la Regione Campania perchè nelle sedi di ambita assegnazione non sussistevano posizioni organiche disponibili e perchè lo stato di sottoalimentazione del reparto di appartenenza non permetteva ulteriori sottrazioni di personale. Il rigetto non è stato nemmeno preceduto dal previsto preavviso di rigetto.

LA NORMA

L’istituto in esame è l’art. 42 bis del D.Lgs. 151 del 2001  introdotto con l’art. 3, co. 105 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, modificato poi attraverso l’art. 14, co. 7 della L. 7 agosto 2015, n. 124.

La norma è rubricata “Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche” e recita nel testo “1. Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono essere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda e limitato a casi o esigenze eccezionali. 2. Il posto temporaneamente lasciato libero non si renderà disponibile ai fini di una nuova assunzione. “

Di certo la ratio del legislatore nella formulazione della norma è stata quella di favorire il dipendente nell’avvicinamento alla residenza dell’altro genitore nel caso di prole con età inferiore a tre anni. Con ciò al fine di contribuire in maniera determinante alla crescita del fanciullo in tenera età data la necessaria compresenza di entrambi i genitori. Quindi la figura tutelata dalla norma è senz’altro il fanciullo entro i primi tre anni di vita.

LE DOGLIANZE

In particolare è stato fatto notare che il militare non solo non ha potuto presentare le previste osservazioni ex.art. 10 bis L. 241 del '90 che alla luce della novella legislativa dell'art. 42 bis si rendono necessarie ma svolgeva anche un incarico diverso da quello tabellare. Il TAR Friuli Venezia Giulia ha preventivamente accolto con ordinanza cautelare la tesi secondo cui mancava il preavviso di rigetto e successivamente, nell'udienza di merito dell' 11 gennaio 2017 si è definitivamente pronunciata asserendo che oltre alla mancanza del necessario preavviso di rigetto l'amministrazione doveva valutare anche che l'incarico posseduto dal ricorrente non veniva effettivamente svolto. Il tutto con la condanna dell'amministrazione alla refusione delle spese legali.

Nel frattempo l'amministrazione aveva già provveduto a trasferire il militare presso una sede nella Regione Campania con ciò ad evidenziare anche una illogicità nella prima decisione assunta di rigetto.

COSA SI PUA’ FARE IN CASO DI RIGETTO

In caso di rigetto si può adire il TAR competente entro 60 giorni dalla notifica. In questo caso inviateci subito il preavviso di rigetto all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. preannunciandolo attraverso un messaggio al numero 3296262350 ed insieme valuteremo senza impegno se sussistono i presupposti per un ricorso.

  

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