IL CASO

di M. Marro - Ancora un'altra importante vittoria per lo Studio legale Marro e per i suoi assistiti per quanto concerne i rigetti sui trasferimenti. In particolare il caso in commento riguarda il rigetto di un trasferimento temporaneo ex. art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001 con condanna al pagamento delle spese per oltre 6000 euro.

Il caso è quello di un ispettore della guardia di finanza che impugna il rigetto avverso il diniego al trasferimento temporaneo e che il TAR Lombardia - Milano ha accolto lo scorso 4 maggio.

IL CASO

Il nostro ispettore riceveva il rigetto definitivo ex. art. 42bis del D. Lgs. 151 del 2001 con la seguente motivazione: "allo stato, l’eventuale distrazione di personale del OMISSIS, risulterebbe contraria ai principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione, atteso che: - tale reparto costituisce lo strumento operativo del Comando Provinciale da cui dipende e svolge attività di controllo economico in un contesto socio-ambientale di rilevante interesse istituzionale; - il OMISSIS è attualmente impegnato presso il OMISSIS, articolazione particolarmente impegnata, tra l’altro, nella prevenzione e nell’esecuzione di articolate indagini in materia economico-finanziaria; - il reparto di appartenenza dell’istante è collocato in un contesto provinciale e regionale caratterizzato da carenze di risorse nella categoria ispettori; [la motivazione prosegue affermando che nel caso di specie] ostino eccezionali <<esigenze di servizio>> riconducibili all’esigenza di mantenere l’impiego del militare presso l’attuale contesto normativo.

Impugnato il provvedimento presso il TAR Lombardia sede di Milano, veniva accolto perchè: - la motivazione del diniego è generica e non individua quei casi o esigenze eccezionali che sono richiesti dall’art. 42 bis del D.Lgs. n. 151 del 2001;

- non è indicata la mancanza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva del ricorrente in Campania od in provincia di Napoli che giustificherebbe la sua inamovibilità".

 

L'amministrazione proponeva quindi appello al Consiglio di Stato che lo rigettava prontamento. Dopo i consueti solleciti al Comando Generale, il militare riceveva il trasferimento presso la sede richiesta.

Così, il 4 maggio 2018, confermando la piena illegittimità del provvedimento, il TAR Lombardia nel confermare condannava l'amministrazione resistente a oltre 6000 euro di spese e restituzione del contributo versato.

LE NORME RELATIVE AI TRASFERIMENTI: LA 42 bis del D.LGS. 151 del 2001.

Il primo istituto in esame è l’art. 42 bis del D.Lgs. 151 del 2001  introdotto con l’art. 3, co. 105 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, modificato poi attraverso l’art. 14, co. 7 della L. 7 agosto 2015, n. 124.

La norma è rubricata “Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche” e recita nel testo “1. Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono essere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda e limitato a casi o esigenze eccezionali. 2. Il posto temporaneamente lasciato libero non si renderà disponibile ai fini di una nuova assunzione. “

Di certo la ratio del legislatore nella formulazione della norma è stata quella di favorire il dipendente nell’avvicinamento alla residenza dell’altro genitore nel caso di prole con età inferiore a tre anni. Con ciò al fine di contribuire in maniera determinante alla crescita del fanciullo in tenera età data la necessaria compresenza di entrambi i genitori. Quindi la figura tutelata dalla norma è senz’altro il fanciullo entro i primi tre anni di vita.

 

ALTRE TIPOLOGIE DI TRASFERIMENTO

I Trasferimenti possono essere distinti in due grandi tipologie: i trasferimenti a domanda e quelli d'autorità. Nei secondi rientrano quelli per esigenze della Pubblica amministrazione, quelli per incompatibilità ambientale e quelli cd. sanzionatori (di solito mascherati nella categoria della incompatibilità ambientale). In questi casi è possibile presentare delle osservazioni o memorie ostative in sede di notifica del provvedimento oppure impugnarlo con autonomo ricorso al TAR.

Nella prima categoria, invece rientrano quelli ad istanza di parte e lagati a specifici istituti di legge come il trasferimento per assistenza al disabile (ex. art. 5 L. 104 del 1992) e per incarichi successivi alle elezioni politiche.

COSA SI PUA’ FARE IN CASO DI RIGETTO

In caso di notifica del trasferimento d'autorità ovvero rigetto di quello ad istanza di parte si può adire il TAR competente entro 60 giorni dalla notifica.

Va detto però che usualmente l'amministrazione partecipa il dipendente all'interno del procedimento per cui, in caso di rigetto di un trasferimento ad istanza di parte collegato ai precedenti istituiti verrà comunicato un preavviso di rigetto in esito al quale è possibile presentare delle osservazioni ex. art. 10 bis della L. 241 del '90.

Solo successivamente alla valutazione negativa delle osservazioni l'amministrazione potrebbe emettere un provvedimento di rigetto definitivo che può solo essere impugnato presso il TAR territorialmente competente.

In questi casi inviateci subito il preavviso di rigetto o il rigetto definitivo all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. preannunciandolo attraverso un messaggio WhatsApp al numero 3296262350 ed insieme valuteremo senza impegno se sussistono i presupposti per un ricorso.

 

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