di P. MARRO

Ancora un'altra importante vittoria per lo Studio legale Marro e per i suoi assistiti in merito al trasferimento temporaneo ex. art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001.

In particolare lo studio si è occupato del caso di un Graduato dell'esercito a cui era stata respinta la richiesta di assegnazione temporanea ex. art. 42bis del D.Lgs. 151 del 2001. I motivi a sostegno del diniego erano la vacanza organica della sede di appartenenza dell'incarico nonostante vi fosse un deficit di personale in riferimento alla posizione retributiva di Graduato. Ebbene il TAR Veneto sede di Venezia ha accolto il ricorso con Sentenza breve condannando il Ministero soccombente al risarcimento di 2000 euro più IVA, CPA, Spese e contributo unificato per un totale di oltre 3000 Euro.

LA NORMA

L’istituto in esame è l’art. 42 bis del D.Lgs. 151 del 2001  introdotto con l’art. 3, co. 105 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, modificato poi attraverso l’art. 14, co. 7 della L. 7 agosto 2015, n. 124.

La norma è rubricata “Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche” e recita nel testo “1. Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono essere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda e limitato a casi o esigenze eccezionali. 2. Il posto temporaneamente lasciato libero non si renderà disponibile ai fini di una nuova assunzione. “

Di certo la ratio del legislatore nella formulazione della norma è stata quella di favorire il dipendente nell’avvicinamento alla residenza dell’altro genitore nel caso di prole con età inferiore a tre anni. Con ciò al fine di contribuire in maniera determinante alla crescita del fanciullo in tenera età data la necessaria compresenza di entrambi i genitori. Quindi la figura tutelata dalla norma è senz’altro il fanciullo entro i primi tre anni di vita.

 

IL PROVVEDIMENTO

Il TAR ha dato quindi ragione allo Studio legale Marro attraverso una sentenza che ha comportato anche la condanna del Ministero soccombente al pagamento delle spese legali per un risarcimento per spese legali di oltre 3000 euro. Il collegio ha infatti ritenuto che la giustificazione addotta dal Ministero (...) si rivela manifestamente apparente e, perciò, illegittima, ove si tenga conto che, in base alla stessa documentazione prodotta dalla parte pubblica, il ricorrente risulta da lungo tempo concretamente addetto a mansioni del tutto diverse da quelle di “OMISSIS”: nello specifico, risulta addetto alle mansioni di “OMISSIS” e “OMISSIS” e, soprattutto, di “OMISSIS” ; appare, quindi, destituita di fondamento la motivazione per la quale la fuoriuscita del militare dalla sede di appartenenza ingenererebbe “criticità organico funzionali non sostenibili” dalla P.A., visto che nella medesima sede di appartenenza il sig. OMISSIS non assolve ormai da anni all’incarico di “fuciliere”; - da quanto appena detto si ricava la fondatezza del secondo motivo di ricorso, per essere il diniego gravato affetto da carenza di motivazione e di istruttoria e da travisamento dei fatti, come lamentato dal ricorrente con il predetto motivo; - è, altresì, del pari manifestamente fondato il terzo motivo di ricorso, per avere la P.A. omesso di effettuare, ai sensi dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990, la previa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza (...)”.

 

COSA SI PUA’ FARE IN CASO DI RIGETTO

In caso di rigetto si può adire il TAR competente entro 60 giorni dalla notifica. In questo caso inviateci subito il preavviso di rigetto o il rigetto definitivo all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. preannunciandolo attraverso un messaggio WhatsApp al numero 3296262350 ed insieme lo valuteremo senza impegno.

 

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